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CINEMA


L’opera di Andrea Pazienza è attraversata da continui richiami e citazioni cinematografiche.
Dai primi quadri – come le tavole di Storia di una convergenza, intrise di rimandi a Alain Resnais e Jean-Luc Godard, o Easy Rembrandt, chiaramente riferito all’opera di Dennis Hopper – fino alle storie a fumetti (ricordate Enrico Fiabeschi e il suo “Apokalipsi Näu”? O “Vestito per soffriggere” in Giallo scolastico, solo per citare due esempi).
Ma il rapporto di Pazienza con il cinema non si limita a evocazioni e omaggi: l’artista ha infatti realizzato anche locandine cinematografiche, portando la sua inconfondibile cifra stilistica al servizio della settima arte.