La città delle donne
Nel 1980 Andrea Pazienza fu chiamato a realizzare il manifesto promozionale per il lancio internazionale del film La città delle donne di Federico Fellini, appena uscito nelle sale italiane e presentato fuori concorso al Festival di Cannes. Pazienza lavorò a diverse bozze, ma nessuna sembrava soddisfare pienamente né lui né il committente. L’ispirazione arrivò inaspettatamente, mentre si trovava su un autobus a Bologna, ormai deciso a mollare il progetto: «Ero pronto a mollare tutto, anche perché stavo perdendo tempo. Poi mi voltai e vidi una ragazza che aveva il sole che le batteva sul naso e sulla bocca ma che le lasciava in ombra gli occhi. Era un sole radente, lei una ragazza bruna, le aggiunsi un orecchino». Così nacque la celebre “donna con l’orecchino” di Paz, che sarebbe diventata l’immagine simbolo della campagna mondiale curata dalla casa di produzione Gaumont.
A proposito di quest’opera, Pazienza osservò con ironia: «Sono d’accordo con Fellini quando dice che sembra il manifesto di una parrucchiera». Al suo incontro con il regista e alla genesi del manifesto dedicherà due tavole di La Prolisseide, pubblicate sul periodico di satira Zut nel 1987.
A proposito di quest’opera, Pazienza osservò con ironia: «Sono d’accordo con Fellini quando dice che sembra il manifesto di una parrucchiera». Al suo incontro con il regista e alla genesi del manifesto dedicherà due tavole di La Prolisseide, pubblicate sul periodico di satira Zut nel 1987.
















