PAZIENZA.
IL PIÙ BRAVO? CHE DOMANDE,
SONO IO
di Guido Piccoli in Napolicomics,
VII Mostra Internazionale e del Cinema d’Animazione (1985)

Ogni due anni sei qua… tu che non rispetti gli orari, gli impegni e gli appuntamenti… perché questo zelo?
Io sono già tutto un casino… non lavoro per molti mesi, in tutto fatico sì e no quaranta giorni…non mi amministro secondo alcuna regola… non so farmi da agente e odio chi lo vuole fare…sono incapace di far soldi, infatti sono pieno di debiti… Se non vengo neppure a Lucca è un casino! Qui, oltre i patiti dei fumetti, agli sfigati in cerca di facile gloria, ai profiterol (quelli che dormono e mangiano a sbafo con i coupons degli altri) e eccetera eccetera, ci sono gli editori e gli agenti di tutto il mondo. Ed è una buona cosa anche se capisco poco perché nessuno parla il garganese… Poi a Lucca incontro molti amici… Lucca è un firmamento con le costellazioni.
In questo firmamento del fumetto c’è proprio di tutto, dall’orso maggiore, Hugo Pratt, fino a un nuovo arrivato, ma tu, con quell’aria da sballato sempre out, sembri più amato di tutti…
Io conosco poca gente e mi dimentico i nomi… Sono amico di quelli di Frigidaire; miei colleghi, come Tamburini, Liberatore, che va così forte che andrà a vivere a Parigi, Mattioli, Sparagna e poi Milo Manara, buono come il pane buono ma capace di trasformarsi con l’alcool (lui ha la sbronza sincera)… poi Bilal, bello e pallido come un polacco parigino, Marcello Jori, quello di Linus…
A Lucca quest’anno c’erano tutti, meno l’aristocratico Crepax, il timido Altan e Rocca, il proprietario della Nuova Frontiera, quello che ha inondato l’Italia con Totem, Pilot, Metal Hurlant e una caterva di altre pubblicazioni e che ora pare sia da alcuni mesi in una latitanza preoccupante (soprattutto per gli altri)…
Non ne so niente… a me non deve nulla e non ho particolari problemi se non la noia che un po’ m’assale in questi tre metri quadrati di Lucca. Il più grave handicap del convegno sono gli ostacoli alla conoscenza intima. Magari s’intreccia una bella discussione negli stand o di notte nella hall dell’hotel Napoleon, ma poi non si sa dove concludere. Fuori fa freddo e umido e gli alberghi sono tutti strapieni, si sta in camera in due, tre almeno. Tolte le coppie, autosufficienti, c’è la divisione tra le donne e gli uomini. Fumetto e avventura… ma quale avventura!?!
Come mai sei tra i più conosciuti al mondo? E tra i più amati dai fans? Qui, quando hanno annunciato che tu avresti firmato il tuo Penthotal, si sono fatte code di ore…
È ovvio… sono bravo. Ho disciplinato un disordine espressivo in fondamenti matematico-passionali che mi permettono di trasmettere qualunque sentimento compiuto o no, bello o brutto, raffinato e negligente, in modo che appaia a chi legge come sincero e suscettibile di persuadere chiunque della verità profonda che permea la mia opera e cioè: non mi frega nulla di nulla dei critici, dei lettori e di me stesso!
Sì… va be’, ma perché sei così bravo?
Ecco… in molti pensano che io scriva e disegni cazzate arronzate… Ci tengo a precisare che ho fatto il primo disegno riconoscibile, un orso, a 18 mesi. Ero un enfant prodige. Sono stato il più giovane artista apparso sul Bolaffi, quando si andava per accettazione e non a pagamento, ho fatto sette mostre personali e un’infinità di collettive… ho disegnato giorno e notte…
Calma… Calma (Pazienza pare sconvolto)
“… giorno e notte… ho fatto il Liceo Artistico a Pescara… ho studiato per anni storia dell’arte… ho lavorato in una serigrafia per imparare tutte le tecniche… ho rinunciato a tante cose da ragazzo… poi… solo poi, dopo molti anni ho iniziato a fare fumetti, a Bologna nel ’77, per comunicare l’angoscia di quei tempi… E quello che pubblico è solo la punta di un iceberg!”
D’accordo, ma… parliamo del linguaggio dei tuoi fumetti (Pazienza si sta rilassando)
Sì… ho inventato un linguaggio… un amalgama di idiomi della costa adriatica e di slang napoletano. Io mi sento uno del Gargano, di San Menalo, di San Severo ‘la città del mio pensiero, dove prospera la vite e l’inverno è alquanto mitee’. Lo sai che il Gargano è un’isola di roccia slava che si è attaccata all’Italia per farsi popolare da una colonia di napoletani?
No… mi giunge nuovo. Ma allora Napoli per te cos’è?
(Pazienza si illumina).
Io ho un grosso legame con Napoli. nella tenera età ho frequentato molto il posteggio davanti il Liceo Umberto. Ho avuto parecchie fidanzate napoletane e le ho molto amate perché le napoletane sono traditrici e fantasiose, casinare e sessualmente disinibite. Le bolognesi, ad esempio, che ora ben conosco vivendo da anni a Bologna, sono didattiche e alla fine noiose… Insomma, al di là di queste considerazioni, Napoli è un po’ come Marrakesch, un centro di scambio, un porto internazionale… e io, nonostante le ragazze, a Napoli mi sono sempre rotto le palle, come del resto in tutte le altre città
Come a Lucca?
… No, no… a Lucca di più!!!