un talento naturale
Andrea Pazienza nasce il 23 maggio 1956 nella casa dei nonni materni, affacciata sul lungomare di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche. Figlio di Giuliana Di Cretico (1928-2025) ed Enrico (1926-1998), trascorre la sua infanzia tra San Severo, San Menaio in Puglia, e San Benedetto del Tronto, insieme al fratello Michele e alla sorella Mariella.
La presenza del padre, acquerellista di grande talento, rappresenta per Andrea uno stimolo costante e un esempio, capaci di alimentare il talento naturale evidente fin dai primi anni di vita. Nei disegni di Andrea bambino, conservati con cura dalla famiglia, emergono già prospettive, forme, movimenti e inquadrature fuori dal comune.
Frequenta le scuole elementari e medie a San Severo, dove il padre Enrico è anche suo insegnante di Educazione Artistica.
Nel 1969 si iscrive al Liceo Artistico di Pescara trasferendosi presso il convitto dei Gesuiti. È qui che conosce Tanino Liberatore, destinato a diventare uno dei suoi più cari amici e compagni di percorso artistico.
Tuttavia, ancora molto giovane e piuttosto timido e insicuro, Andrea soffre profondamente la lontananza da casa. Decide così di proseguire il secondo anno del liceo a Foggia, ma l’esperienza ha breve durata e il terzo anno torna, infatti, a Pescara.
Il 1973 segna una svolta decisiva nella sua vita: Andrea si trasforma in un ragazzo più sicuro e spavaldo. Non torna al severo convitto dei Gesuiti, ma sceglie di alloggiare prima presso una famiglia pescarese, e poi in un’abitazione vicino alla ferrovia, conquistando nuova autonomia e libertà. In quello stesso periodo allarga la sua cerchia di amicizie e conosce Isabella Damiani, una ragazza napoletana che diverrà sua musa ispiratrice e amica per la vita.
Con i nuovi insegnanti Sandro Visca e Albano Paolinelli, artisti con il gusto per la sperimentazione, e il gallerista Peppino D’Emilio, fonda il Laboratorio Comune d’Arte Convergenze. In questo spazio creativo espone le sue opere, soprattutto quadri di grande formato, partecipando a diverse mostre collettive e personali. È in questi anni che Andrea comincia anche a dare forma alla sua vena fumettistica, spesso scegliendo come protagonista dei suoi lavori lo stesso Visca.

gli anni del movimento
Nel 1974 Andrea si iscrive al DAMS di Bologna, ma continua fino al 1976 a mantenere stretti rapporti con Pescara. A Bologna, dopo aver alloggiato in via Galliera, alla fine del ’75 si trasferisce nella storica casa di via Emilia Ponente n. 223, che lascerà solo nella primavera del 1984.
Sono gli anni più caldi del movimento studentesco e Andrea, che non milita in alcun gruppo politico, si schiera con l’ala creativa del movimento. Da questa esperienza nasce Le straordinarie avventure di Pentothal, la sua affermazione nel mondo del fumetto. La sua pubblicazione nella rivista Alter Alter della Milano Libri (dall’aprile 1977 fino al 1981) ottiene un immediato successo e a soli ventun’anni è già un punto di riferimento per la sua generazione.
Nel 1977, con Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli, dà vita a Cannibale, una rivista underground, il cui titolo riprende quello di un foglio dadaista francese.


gli anni di frigidaire
Dal 1978 al 1981 collabora al settimanale satirico Il Male. La sua satira è acuta, spietata e mai banale. Di tutti i politici dell’epoca, Andrea nutre simpatia solo per Sandro Pertini. Personaggio di una serie di vignette e copertine, una delle quali varrà all’autore un invito al Quirinale. Il Presidente diventerà infatti il protagonista di un albo a fumetti con storie e vignette a lui dedicate.
Nel 1983, Pertini esce come supplemento alla rivista Frigidaire (Primo Carnera Editore). Nata dalle ceneri di Cannibale nel 1980, diretta da Vincenzo Sparagna e della quale Andrea è cofondatore, Frigidaire è destinata a lasciare un segno profondo nel mondo del fumetto e nella cultura giovanile italiana.
Nella storia Giallo scolastico (1981), sempre su Frigidaire, entra in scena il personaggio di Massimo Zanardi.
Nel 1983, Andrea riallaccia i rapporti con la Milano Libri e pubblica numerose storie sulle tre testate della casa editrice: Linus, Alter Alter e Corto Maltese.
Negli anni Ottanta è molto intensa anche l’attività di illustratore. Realizza manifesti cinematografici, come quello per La città delle donne di Federico Fellini (1980), copertine per dischi, campagne pubblicitarie, locandine e scenografie per il teatro.
Dal 1985 al 1988 collabora con l’associazione Lega per l’Ambiente realizzando manifesti, illustrazioni e brevi storie per la rivista La Nuova Ecologia.

gli anni in campagna
Nel 1984, segnato da problemi con la droga e dalla fine della lunga storia d’amore con Elisabetta Pellerano, Andrea lascia Bologna e si trasferisce a Montepulciano, nella provincia senese. Nella cittadina ha sede la casa editrice Editori del Grifo, degli amici Mauro Paganelli e Paolo Barcucci, con cui inizia una fruttuosa collaborazione. Dopo i primi mesi vissuti in un appartamento del centro storico si trasferisce in campagna nell’agriturismo La Manonera.
Anche in un momento personale difficile, la sua produzione artistica non conosce sosta. In questi anni nascono storie di grande intensità, come Lupi, pubblicata su Corto Maltese nel 1984, e La prima delle tre apparsa su Alter Alter nel 1985. Sempre su Alter Alter, nello stesso anno, inizia la pubblicazione a puntate di Pompeo, opera nella quale si mette completamente a nudo di fronte al lettore, affrontando senza filtri né reticenze il tema dell’eroina e della morte. La storia sarà pubblicata integralmente solo nel 1987 nel volume Pompeo. Fino all’estremo (Editori del Grifo).
Tra il 1985 e il 1988, realizza numerose vignette, illustrazioni e storie per diverse testate, tra cui Tempi Supplementari, Tango, Zut, AVAJ e Frizzer. In quest’ultima riveste anche il ruolo di imprinter.
Nel 1985, Andrea conosce Marina Comandini, giovane disegnatrice romana che collaborerà con lui in alcune opere come colorista. I due si sposano nel giugno 1986 a Montepulciano e si trasferiscono in un casale di campagna, dove Andrea trascorrerà gli ultimi anni della sua vita.



GLI ULTIMI ANNI
Nello stesso anno Andrea avvia la collaborazione con il mensile di fumetti Comic Art. Un rinnovato interesse per la pittura emerge chiaramente in alcune delle storie pubblicate sulla rivista, tra cui Zanna ma la vecchiezza è una Roma… e Campofame, quest’ultima un adattamento dall’omonimo poema dello scrittore statunitense Robinson Jeffers
Del 1987 sono anche Zanardi medioevale, rimasta incompiuta, e Storia di Astarte, che verrà pubblicata postuma su Comic Art nel luglio 1988.
Nella notte tra il 15 e il 16 giugno 1988, Andrea muore nella sua casa di Montepulciano, per un’overdose di eroina.
In quel periodo stava preparando, insieme al padre Enrico, la prima mostra assieme a Peschici, nel cuore del Gargano tanto amato da entrambi. La mostra, allestita da Enrico Pazienza, venne inaugurata il 21 luglio dello stesso anno.

Andrea è sepolto insieme al padre Enrico nel cimitero di San Severo, in Puglia.



Autobiografie
Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattr’anni, sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili. Sono nato a San Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese, ho un fratello e una sorella di ventidue e quindici anni. Disegno da quando avevo diciotto mesi, so disegnare qualsiasi cosa in qualunque modo. Da undici anni vivo solo. Ho fatto il liceo artistico, una decina di personali, e nel settantaquattro sono divenuto socio di una galleria d’arte a Pescara: Convergenze, centro d’incontro e di informazione, laboratorio comune d’arte. Sempre nel settantaquattro sono sul Bolaffi. Dal ’75 vivo a Bologna. Sono stato tesserato dal settantuno al settantatrè ai marxisti-leninisti. Sono miope, ho un leggero strabismo, qualche molare cariato e mai curato. Fumo pochissimo. Mi rado ogni tre giorni, mi lavo spessissimo i capelli e d’inverno porto sempre i guanti. Ho la patente da sei anni ma non ho la macchina. Quando mi serve, uso quella di mia madre, una Renault 5 verde.
Dal settantasei pubblico su alcune riviste. Disegno poco e controvoglia. Sono comproprietario del mensile Frigidaire, mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch’io conosca. Io sono il più bravo disegnatore vivente. Amo gli animali ma non sopporto di accudirli. Morirò il sei gennaio 1984.
Andrea Pazienza è nato a San Menaio (Fg) ed è praticamente pugliese, pur vivendo tra Bologna e New York.
Alto 1,86 cm. ha frequentato il liceo artistico di Pescara, rivelandosi presto un enfant prodige. Colto e brillante, pratica molti sport, nessuno escluso. Come tutti gli artisti dei Gemelli è del segno dei Gemelli con ascendente Sagittario. Freddo e calcolatore, ha fatto mostre a Pescara, San Benedetto, Ascoli Piceno, Vasto Marina, Monte Silva ed altre località della riviera adriatica. Dopo la pittura si è dedicato al fumetto mietendo successi e grano.
Come ama ripetere nulla gli è impossibile, solo che non ha molta voglia. Il suo hobby è andare in bicicletta, anche perché non ha la macchina e gli hanno fregato il vespino. È stato in Inghilterra, Francia, Spagna, Jugoslavia, Marocco, Svizzera e Stati Uniti.
Ha collaborato ad Alter, e al Male. È stato tra i fondatori della rivista Cannibale ed attualmente è redattore del mensile Frigidaire. Essendo così giovane, 24 anni, la sua carriera può definirsi senz’altro folgorante. Sotto l’aspetto fatuo e salottiero nasconde abilmente torbidi legami con il movimento del ’77 e con altri movimenti analoghi.
Biografia di Andrea Pazienza aggiornata al tre ottobre ottantaquattro
Apaz nasce in una confortevole villa sul lungomare Marconi a San Benedetto del Tronto, in un bel giorno di maggio del cinquantasei, ed ha quindi la stessa età di Miguel Bosè.
Arrangia dei successi pazzeschi fino ai ventitré ventiquattro, sempre nel campo delle belle arti, con minimo sforzo, ma quando la famiglia cessa di mantenerlo prima a Pescara, poi a Bologna, si rimbocca le maniche e si compromette definitivamente. Indeciso a lasciare precipitosamente bo, vive ora in una cittadina della Toscana.







