APPENA IN TEMPO
“Andrea mi venne a prendere alla stazione di Chiusi; ma non lo vidi subito, perché s’era nascosto dietro una colonna: armato di pistola giocattolo, aspettava mio figlio per tendergli un agguato. Si consolò della sua assenza pensando ai disegni che avrebbe creato, voleva sapere la storia dello spettacolo per cui li doveva fare. Appena in tempo: era questo il titolo della rappresentazione, ambientata nelle città impossibili di memoria calviniana.
La Sfinge si ergeva nelle vicinanze della città impossibile. Così la immaginò Andrea, pronta a proporre agli spettatori il più crudele dei suoi enigmi: possiamo noi sfidare ciò che è scritto, cambiando, un attimo prima che un gesto da intenzione si faccia storia, il corso della nostra vita?”
Enrico De Notaris, 1987










