“Ritrovo le foto di Andrea tra i meandri del mio archivio: qualche diacolor e un intero rullo di negativi bianco e nero di cui avevo perso le tracce. Si erano nascoste talmente bene che non ero neanche più tanto sicuro che fossero riuscite a passare indenni tra i vari traslochi degli anni precedenti. Ogni tanto, però, senza che io muovessi un dito, qualche immagine spuntava su una pubblicazione. Sembrava vivessero di vita propria.
”