Ho visto il mare salire
dalle creste radenti e povere case bianche immote nell’azzurro.
Ho visto nella rupe profonda il turchese dell’alga tremante nelle mille stelle del sole e nel sentiero spumoso che a valle dilaga il respiro del tempo.
Ecco, è il ritorno all’infinita dolcezza, all’antica voce.
Uno forse è il ricordo che resta. Forse solo il ricordo.
Inginocchiarmi
vorrei solo con fede e toccare e stringere nelle mani quest’umida terra.
Se piangere almeno potessi del pianto di un bimbo o del canneto udire il lamento.
Ma il nero corvo ha già bevuto la rugiada dell’anima mia all’alba di ieri ed io non trovo più nei tuoi occhi stanchi il sorriso della mia primavera.